Homoto®, Never helmet without head - Mai casco senza testa!
La passione per la moto, trova nello sport e nel turismo un naturale sfogo, la voglia di stare all’aria aperta sentendosi veramente protagonisti su di un mezzo con cui si entra facilmente in simbiosi, concretizzando una sensazione di libertà difficilmente replicabile con altri mezzi. L’idea del Progetto Homoto nasce in modo esclusivo per mettere in relazione la moto, che accomuna tantissimi appassionati e la guida responsabile. La finalità di questa iniziativa è di raggiungere la maggior parte di centauri italiani, creando, con un segno distintivo esclusivo che li accomuni, una grande community i cui partecipanti diventino testimonial attivi e partecipi per la divulgazione di comportamenti new style su strada. Per definire la mission è stato creato il marchio Homoto® che nel suo design ricorda sia il frontale di una moto con carena che una maschera con espressione simpaticamente provocatoria. Il marchio è stato creato per essere applicato sulla moto favorendo l’identificazione e l’aggregazione, in sostanza un marchio di qualità, che a livello nazionale identifichi i motociclisti che condividono tra loro la passione per la moto, il piacere di guidarla, la guida sportiva ma intelligente, il piacere di stare insieme, l’amicizia e una maggior attenzione per se stessi e gli altri. Il marchio è realizzato come sticker adesivo di vari colori e fustellato per poter essere applicato sulla moto rendendo pubblica in questo modo la propria adesione gratuita e spontanea alla campagna “Ritroviamoci on the Road”. L’adesivo viene distribuito gratuitamente on-line sul sito homoto.it e motoclic.it, o in occasione di eventi motociclistici, sportivi o turistici. La comunicazione si avvale di un headline molto significativo che spiega immediatamente lo scopo del progetto Mai Casco senza Testa.
L'idea nasce nel 2005 dalla passione per la moto di un gruppo di amici, qualcuno giovane alle prime esperienze e qualcuno meno giovane ma centauro da sempre. Dopo un periodo di programmi, progetti e uscite domenicali; nel 2007 parte ufficialmente il progetto; la prima uscita ufficiale a Biassono ad un raduno del Biker Tourist, ampiamente premiati dalla soddisfazione di ricevere complimenti e adesioni al nostro progetto. La nostra scommessa: un marchio che faccia tendenza, che trasmetta un messaggio importante, che parli ai motociclisti con un linguaggio pensato per motociclisti e divulgato da motociclisti. “Un leggero tocco sulla manopola del gas e la spinta in avanti è immediata e decisa, una prima curva in piega estrema e la legge di gravità sembra esistere solo nei libri di fisica, l’aria che diventa forza si mischia al sound del motore che incanta”: questa è, in sostanza, la moto per un motociclista. La community di Homoto raggruppa tutti i motociclisti che condividono questa passione in maniera responsabile, evitando stili di guida eccessivi e pericolosi per se stessi e per gli altri, in definitiva una community che rappresenti e promuova con centinaia di testimonial una guida sportiva ma anche attenta e, se necessario, corretta. Il progetto Homoto parte dall’Abruzzo il 30 marzo 2007 e ha già al suo attivo circa 1500 adesioni da tutto il territorio nazionale. Il perno del progetto è incentrato sui siti internet homoto.it e motoclic.it da cui si può richiedere gratuitamente l’invio dell’adesivo che identifica questa community che ha per slogan “never helmet without head - mai casco senza testa”. La community di Homoto, ha da subito avuto un notevole riscontro di adesioni da parte di molti motociclisti italiani. Diverse le iniziative in cantiere per la promozione del progetto, tra queste la partecipazione ad alcune fiere di settore, e l’uscita di pagine pubblicitarie su riviste del settore.
“Noi speriamo, con il progetto Homoto, di riuscire a fare arrivare un messaggio importante anche, e soprattutto, ai giovani che si apprestano a salire su una moto per la prima volta, perché capiscano quanta attenzione, per se e per gli altri, richieda la guida di una moto, piccola o grande che sia, affinché un piacevole svago non si trasformi in un evento drammatico.”
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